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Infiammazioni, reumatismi, fibromialgia? Alla scoperta degli effetti benefici della cannabis light con Weedy Point

Il CBD (cannabidiolo) è una sostanza del gruppo dei cannabinoidi contenuta nella canapa (Cannabis sativa). Si ritiene che il CBD contrasti le infiammazioni e i dolori infiammatori.

Weedy Point riporta un’intervista al dottor Manfred Fankhauser, nella quale espone le sue valutazioni ed esperienze. La sua farmacia di Langnau, in Svizzera, fornisce preparati a base di cannabis contenenti CBD e/o THC prevalentemente a pazienti che soffrono di dolore.

Il CBD è consigliabile in caso di reumatismi?

Sì, ma bisogna considerare il fatto che il principale punto di forza del CBD non è il contrasto del dolore. In quest’ottica è più efficace il THC, i cui effetti antidolorifici sono ben documentati soprattutto nel caso della sclerosi multipla. Il CBD si distingue piuttosto per il suo potente effetto antinfiammatorio.

E per le altre forme reumatiche?

L’efficacia della combinazione tra effetto antidolorifico del THC e antinfiammatorio del CBD è comprovato anche in caso di artrosi, reumatismi extra-articolari, mal di schiena cronico e osteoporosi.

E per la fibromialgia?

Negli ultimi undici anni, la nostra farmacia ha fornito preparati a base di cannabis contenenti CBD e THC a circa 100 pazienti fibromialgici, ricevendo spesso feedback positivi.

Come spiega la grande attenzione nei confronti del CBD?

Potrebbero esserci diverse ragioni. Numerosi fornitori fanno pressione sul mercato per vendere i propri prodotti a base di CBD equiparandoli a rimedi miracolosi per il maggior numero possibile di patologie. Il CBD, però, non ha assolutamente queste proprietà.

Quindi sconsiglia l’uso del CBD?

Assolutamente no! Ci sono molti validi prodotti a base di estratti vegetali contenenti CBD vendibili liberamente. Oltre al CBD, questi prodotti contengono l’intera gamma naturale di cannabinoidi e altre sostanze della canapa ancora poco studiate.

Ci sono però anche aspetti negativi. Nelle analisi a campione sono stati trovati residui di pesticidi. Siccome i prodotti a base di CBD vendibili liberamente non sono medicamenti omologati, mancano anche le indicazioni di dosaggio. Inoltre, le quantità indicate (per esempio 5% o 10% di CBD) non sono sempre affidabili. Manca un controllo della qualità.

 

Weedy Point ricorda che sono sempre attive le consegne gratuite a domicilio dei prodotti. Basta mandare un messaggio al 349 1513651.

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Ansia, panico, depressione? Weedy Point spiega gli effetti positivi della cannabis light

Weedy Point analizza l’azione benefica della cannabis light contro alcuni stati mentali, quali depressione, stress, ansia e attacchi di panico, spiegando come agisce il CBD sul nostro corpo e quali sono i suoi effetti positivi.

CBD e depressione: quali sono i numeri?

Il CBD o Cannabidiolo ha guadagnato popolarità negli ultimi anni grazie alle molte pubblicazioni scientifiche che ne spiegano i benefici per la salute umana. I risultati di alcuni studi riguardanti il trattamento della depressione sembrano essere promettenti. La depressione colpisce circa tre milioni di persone in Italia, spesso con ricadute significative sulla qualità della vita di soggetti e famiglie coinvolte e il numero sembra destinato ad aumentare. Non stupisce pertanto che sempre più scienziati si stiano interrogando sui legami tra CBD e depressione.

Covid e depressione: quali conseguenze?

L’Oms evidenzia una vera e propria emergenza, dal momento che la pandemia da coronavirus avrebbe aggravato la situazione, aumentando il numero dei depressi di circa 200.000 unità. Sommati ai soggetti già conteggiati dall’Istat, la depressione raggiungerebbe i numeri del diabete, questo ci basta per capire la diffusione di questa patologia.

CBD: un antidepressivo naturale?

Il CBD già negli studi iniziali ha dato risultati molto interessanti come trattamento sia per la depressione che per l’ansia, oltre ad avere ridotti effetti collaterali.

Uno studio del 2014 indica come l’olio di CBD abbia un’interazione positiva con i recettori della serotonina nel cervello. La serotonina è in grado di influire sullo stato emotivo di una persona e sulle sensazioni di benessere o felicità. Per questo motivo equilibrare i livelli di serotonina è spesso una strategia efficace per le persone con depressione.

Anche alcuni test condotti su modelli animali hanno fornito prove su come il CBD sia effettivamente d’aiuto per curare la depressione. Uno studio del 2018 ha dimostrato l’attività antistress e antidepressiva del CBD in questo tipo di modelli, indicando il CBD come un promettente antidepressivo ad azione rapida.

Uno studio del 2019 rileva come i farmaci antidepressivi ora in commercio impieghino settimane per iniziare a funzionare oltre ad avere un’efficacia relativamente bassa. In questo esperimento il cannabidiolo dimostra avere un effetto antidepressivo rapido e prolungato in diversi modelli animali, senza alcuni dei comuni effetti collaterali di questi farmaci come insonnia, disfunzione sessuale, sbalzi d’umore e agitazione. Attenzione, questo non significa che il cannabidiolo pur offrendo questi vantaggi sia un sostituto di questi farmaci. Nessuno dovrebbe smettere di utilizzare i farmaci prescritti dal proprio medico se non dopo averlo consultato. Interrompere farmaci prescritti può causare effetti collaterali gravi.

Disturbi del sonno, CBD e depressione

Depressione e disturbi del sonno risultano essere strettamente collegati. Più del 90% delle persone colpite da depressione lamenta disturbi del sonno, difficoltà ad addormentarsi o anche risvegli mattutini precoci. Il CBD contenuto nell’olio di Cannabis si è dimostrato utile nel trattamento di disturbi come il bruxismo, andando a rilassare il tono muscolare di chi digrigna la mascella. Si è inoltre mostrato efficace nel ridurre problemi come insonnia o in grado di migliorare la qualità del sonno dilatando la fase di sonno rem. Migliorare questi aspetti significa migliorare l’umore di una persona depressa e la sua capacità di gestire la propria condizione in generale.

CBD contro la depressione: cenni storici

L’uso di cannabis sativa o canapa in Europa era molto esteso alla fine dell’800 per il trattamento di depressione, disturbi del sonno, attacchi di panico o spasmi. Nella prima metà del 900 le medicazioni con cannabinoidi caddero quasi in disuso. Questo successe in parte perché gli scienziati non riuscirono a individuare la struttura chimica della pianta e in parte a causa di interessi economici della nascente industria chimica e farmaceutica.

CBD contro ansia e panico

Alcuni studi sugli esseri umani dimostrano come il CBD possa essere utilizzato per altri problemi normalmente associati alla depressione, come ansia o attacchi di panico. A tal proposito una pubblicazione del 2017 evidenzia come sia in modelli umani che animali il CBD sia riuscito ad avere un’azione anti-panico nei soggetti partecipanti alla sperimentazione. Secondo gli autori attacchi di panico inaspettati e ricorrenti colpiscono almeno il 5% della popolazione mondiale. In particolare hanno riscontrato come una singola dose di cannabidiolo da 300 milligrammi sia riuscita a determinare una notevole diminuzione dei livelli di ansia dopo un test in cui veniva simulata la situazione di parlare in pubblico. Con una dose di CBD da 600 mg è stata rilevata una significativa riduzione di ansia in persone con disturbo d’ansia o fobia sociale.

Parlare in pubblico è spesso fonte di preoccupazione per moltissime persone e il CBD si è dimostrato in grado di ridurre i livelli di ansia

Il CBD è sicuro?

Il CBD si è dimostrato sicuro per tutta una serie di applicazioni terapeutiche, compreso il trattamento di disturbi psichiatrici e non. Questo aspetto, affermano gli autori, lo rende interessante per un uso clinico su malattie neurologiche, ansia, depressione, disturbo bipolare, psicosi, disturbi del sonno e autismo. Un dosaggio alto, superiore ai 900mg come singola dose non ha determinato problemi nei partecipanti agli esperimenti come rileva questa ricerca.

Il National Institute on Drug Abuse conferma la sicurezza del CBD citando 25 studi a sostegno, secondo cui non sono stati riscontrati effetti collaterali significativi usando un’ampia gamma di dosaggi e modalità di somministrazione. Ricordiamo che il Nisa è l’ Istituto nazionale sull’abuso delle droghe facente parte del Dipartimento della salute del governo federale degli Stati Uniti d’America. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità o OMS si è espressa da tempo affermando che: “Il cannabidiolo non sembra avere un potenziale di abuso o causare danni”

Siamo ancora agli inizi ma questo estratto della cannabis verrà studiato sempre di più visto le enormi potenzialità quindi abituiamoci a conoscerlo sempre meglio.

 

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Alla scoperta delle proprietà della cannabis light con Weedy Point. CBD vs THC

Seconda sostanza più abbondante presente nella cannabis, il cannabidiolo (CBD) è un metabolita non psicotico: ha effetti rilassanti, antidistonici, anticonvulsivanti, antiossidanti, antinfiammatori, non crea alcuna assuefazione, ma vanta una vasta gamma di applicazioni terapeutiche validate dai risultati delle ricerche scientifiche.

Non a caso, negli ultimi anni, si è rinnovato sempre di più l’interesse della comunità scientifica per il potenziale terapeutico del CBD, che è oggi riconosciuto tra gli elementi principali della “Cannabis Terapeutica”, e che è già stato utilizzato in diversi studi per il trattamento di numerose patologie e disturbi della salute dell’organismo umano.

CBD Effetti: cos’è il cannabidiolo?
Introdotto quanto sopra, cerchiamo di approfondire passo dopo passo il tema di oggi, con una serie di paragrafi che – ne siamo certi – ti permetteranno non solamente di comprendere che cos’è il CBD Cannabidiolo, quanto anche quali siano le sue proprietà curative e i suoi effetti.

Per far ciò, iniziamo con il ricordare che la Cannabis sativa, o – genericamente – canapa, è una pianta appartenente alla famiglia delle Cannabaceae costituita da diverse sostanze cannabinoidi: il THC (tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo).

Il CBD è classificato dall’Unione Europea come prodotto alimentare ed è presente in piccole quantità in numerosi ceppi di marijuana. Tuttavia, in alcuni rari casi, il CBD può essere il cannabinoide dominante. A differenza del THC, il CBD è un cannabinoide molto stabile, non è sensibile all’ossidazione, non è psicoattivo e vanta molte proprietà medicinali. Agisce come antagonista competitivo del THC e ne limita la degradazione da parte del fegato, inibendo l’enzima citocromo P-450-3° e 2C e la competizione diretta con THC enzimi degradanti.

CBD e THC: quali sono le differenze?
Chiarito quanto precede, ricordiamo anche come nella Cannabis sativa i ricercatori abbiano identificato oltre 400 sostanze chimiche differenti e oltre 60 di queste appartengono alla famiglia dei cannabinoidi.

Il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) è il principio attivo più studiato, anche se non è assolutamente l’unico. I suoi effetti e le sue proprietà sono notevoli, considerato che diverse ricerche hanno dimostrato che tale principio attivo può migliorare le funzioni sensoriali come la vista, l’udito, la sensibilità al colore, e non solo. Tale principio può infatti incrementare l’eccitazione sessuale negli uomini e nelle donne, e può cambiare – entro certi limiti – anche la percezione dello spazio/tempo.

In aggiunta a ciò, il principio THC è utile per poter produrre una forte sensazione di euforia, per assicurare il benessere mentale e per “affinare” la mente incoraggiando la curiosità e la creatività. Il THC è anche noto per aumentare l’appetito interferendo con la leptina, responsabile dell’ormone della sazietà.

Rileviamo altresì, a completamento di questa parte introduttiva, come il THC abbia una relazione equivalente con i recettori CB1 e CB2 ed imita l’azione dell’anandamide, un cannabinoide naturale prodotto dal cervello umano.

Per quanto concerne gli usi medicali, il THC è un potente:

Neuroprotettivo: protegge dai problemi neurologici e dalla degenerazione cerebrale legata all’invecchiamento (Alzheimer …). il THC timola la neurogenesi, ovvero la creazione di nuovi neuroni.
Ansiolitico e antidepressivo: riduce i sintomi dell’ansia, con effetto euforico e rilassante.
Analgesico: riduce il dolore.
Antinfiammatorio: 20 volte più dell’aspirina e due volte quello dell’idrocortisone.
Antitumorale e antimetastatico: combatte alcuni tumori (leucemia, glioblastoma, carcinoma epatocellulare, colangiocarcinoma, carcinoma mammario HER2-positivo, etc.).
Antispasmodico: riduce gli spasmi e le convulsioni.
Antiemetico: riduce la nausea e il vomito, come quelli derivanti dal trattamento del cancro o dall’AIDS.
Antiossidante contro i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare.
Broncodilatatore: aiuta gli asmatici a respirare.
Anti cachessia: stimola l’appetito e incoraggia a mangiare.
Inoltre, è adatto per il trattamento della sclerosi multipla (SEP), dell’apnea notturna, dell’epilessia (riduzione della frequenza delle crisi), del glaucoma (riduce la pressione intraoculare) e combatte la malattia di Crohn.

Attenzione, però. Se infatti quanto sopra è oramai accertato clinicamente, è anche vero che livelli di THC troppo elevati possono causare alcuni effetti collaterali come il disorientamento spazio – temporale, la perdita di memoria, la tachicardia, il nervosismo, l’ansia e la paranoia.

Per questo motivo, le persone con predisposizioni alla schizofrenia, al bipolarismo o all’ansia dovrebbero evitare di consumare le varietà di cannabis con alti livelli di THC, pur nella consapevolezza che questi effetti collaterali sono generalmente limitati dalla presenza di altri cannabinoidi come il CBN o il CBD.

Di contro, a differenza del THC, il cannabidiolo (CBD) è un cannabinoide non-psicoattivo, privo di effetti sul cervello ed è un efficace farmaco anticonvulsivante e analgesico.

Tra gli effetti CBD rileviamo come sia in grado di modulare l’azione del THC a livello cerebrale, prolungandone l’efficacia analgesica e limitandone gli effetti collaterali. L’intensità dei “cannabinoidi effetti” cannabis dipende principalmente dalla quantità di THC presente nella marijuana e dalla sua relazione con la quantità di CBD.

CBD: quali sono le proprietà curative più apprezzate?
A questo punto possiamo ulteriormente fare un passo in avanti nell’esplorazione del nostro tema, CBD effetti, per poter comprendere in che modo tali sostanze impattino sul nostro corpo in maniera percettibile.

Considerato ciò, non è certo errato affermare che il CBD agisce sul corpo principalmente mediante un potente effetto rilassante sui muscoli, avvertibile in misura chiara, inducendo uno stato di sedazione.

Il CBD agisce sul recettore CB1, CB2 e su altri recettori non cannabinoidi, come il 5-HT1A, amplificando il suo effetto ansiolitico. Ha lo stesso precursore metabolico del THC ed è il principale cannabinoide presente in varietà di cannabis con bassi livelli di THC.

Il CBD riduce fortemente alcuni degli effetti collaterali del THC, come la perdita di memoria, il nervosismo ed il disorientamento. Il cannabidiolo è un potente analgesico ed un antinfiammatorio, in grado di ridurre l’infiammazione.

Il CBD poseepropiedades è un potente antitumorale, antimetastatico ed è in grado di limitare la progressione di alcuni tumori (prostata, seno, colon, cervello …). È anche un potente ansiolitico e antidepressivo: riduce i sintomi dell’ansia e ha effetti rilassanti.

Ancora, segnaliamo come il cannabidiolo sia un antiemetico in grado di ridurre la nausea e il vomito, e sia un antipsicotico, aiuta a combattere la schizofrenia, i deliri e le allucinazioni. È efficace nel trattamento della sclerosi multipla (SEP) e della fibromialgia, è un potente miorilassante, aiuta a combattere l’insonnia, protegge dalla degenerazione cerebrale (morbo di Alzheimer e allevia l’artrite reumatoide.

Sull’organismo umano il CBD agisce come:

Antiepilettico: riduce convulsioni e convulsioni.
Antidiabetico: abbassa i livelli di zucchero nel sangue.
Antispasmodico: previene spasmi e convulsioni.
Anti-ischemico: riduce il rischio di arterie ostruite.
Antibatterico: rimuove alcuni batteri, limitandone il movimento e la riproduzione (batteriostatica), in modo più efficace del THC.
Ipotensivo: riduce la pressione sanguigna.
Anti-procinetico: rallenta le contrazioni dell’intestino tenue, aiuta a combattere la malattia di Crohn (ma aumenta l’abituazione a Remicade) e la malattia dell’intestino irritabile.
Antiossidante contro i radicali liberi (il CBD è più antiossidante delle vitamine C o E).
Inoltre, riduce la voglia di fumare tabacco, stimola la crescita ossea e combatte l’acne e la psoriasi.

CBD blocca le metastasi?
Prima di giungere allo stato conclusivo del nostro approfondimento su CBD effetti vogliamo apportare una piccola integrazione su un noto e interessante studio condotto nel 2007 dall’équipe del California Pacific Medical Center, che avrebbe validato la tesi secondo cui il cannabidiolo potrebbe essere in grado di bloccare il gene che provoca la diffusione delle metastasi del cancro al seno, ma anche di altre forme tumorali.

In particolare, dai risultati della ricerca è emerso che il CBD contenuto nella marijuana potrebbe diventare una valida alternativa alla chemioterapia. Ma è davvero così?

Anche se autorevoli ricercatori (lo stesso Professor Umberto Veronesi ebbene modo di sottolineare a suo tempo come la “fonte universitaria sia molto seria”), la cautela deve essere massima e, soprattutto, non lasciare spazio a ventate di illusorio ottimismo.

Rimandando pertanto a fonti più autorevoli, rammentiamo in questo passaggio come l’oggetto della ricerca scientifica non fosse la “droga”, ma un composto di derivati della cannabis che potrebbero davvero “combattere il tumore al seno”.

In particolare, il cannabidiolo funzionerebbe bloccando l’attività del gene Id-1, ritenuto responsabile della “metastatizzazione”, argomenta Sean McAllister, ricercatore dell’équipe del California Pacific Medical Center. Da questo interessante studio, i ricercatori di altri atenei universitari hanno iniziato a sondare gli effetti del CBD sulle patologie tumorali. Cosa è emerso?

Il cannabidiolo potrebbe bloccare anche le cellule del tumore cerebrale aggressivo. Il CBD offrirebbe la speranza ai malati di cancro di seguire una terapia in grado di ottenere gli stessi risultati della chemioterapia senza gli effetti collaterali, come la nausea e il maggior rischio di infezioni. Burkhard Hinz, Docente dell’Università di Rostock in Germania, sottolinea che “nonostante siamo ancora lontani dal mettere in pratica la nostra scoperta in una terapia clinica, quello che emerge è che il cannabidiolo ha effetti potenzialmente terapeuticamente utili nella lotta ai tumori”. Si tratta di ricerche e studi che hanno dato buoni risultati e speranze, anche se i risultati dovranno essere seguiti da trial sull’uomo per valutare la sicurezza del cannabidiolo.

Effetti collaterali del CBD
Ma ci sono effetti collaterali del CBD o no?

Rimandando a quanto affermato da un noto rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, “nell’uomo, il CBD non mostra effetti di potenziale dipendenza … Ad oggi, non vi sono prove di problemi relativi alla salute associati all’uso del CBD puro”.

Certo è che, però, livelli troppo elevati di CBD possono causare sedazione (sonnolenza), secchezza delle fauci, bassa pressione sanguigna e stordimento. Alcune ricerche suggeriscono che l’assunzione di alte dosi di cannabidiolo potrebbe peggiorare i movimenti muscolari e tremori nelle persone malate di Parkinson. Non producendo effetti psicotropi, il CBD è legale nella maggior parte dei paesi del mondo.

 

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Cannabis light come regolatore dell’umore. Scopri di più con Weedy Point

Il CBD può agire come regolatore dell’umore per combattere stati ansiosi o depressivi

Studi clinici recenti hanno dimostrato come il CBD possa essere un ottimo alleato nel combattere i sintomi della depressione. Il potenziale antidepressivo del cannabidiolo, la molecola non psicoattiva derivata dalla cannabis, è correlato senza dubbio alla sua interazione con il sistema endocannabinoide. In questo articolo indagheremo con Weedy Point la possibilità di utilizzare il CBD come terapia contro la depressione.

Depressione: una vera e propria malattia
Molto spesso la depressione viene sottovalutata e trattata come se non fosse una vera e propria patologia. Chi ne soffre invece di essere indirizzato da un medico viene accusato di essere svogliato e pessimista e non riceve il sostegno che meriterebbe; la depressione rende le persone poco appetibili dal punto di vista sociale e molto spesso chi ne soffre tende ad isolarsi oppure a venire isolato perché non compreso. Secondo l’OMS è addirittura il 25% della popolazione europea a soffrire di forme più o meno gravi di depressione: di sicuro quella depressiva è una sindrome che può riguardare chiunque in certi periodi della vita, anche persone che esternamente non mostrano alcun sintomo. Un altro studio dell’OMS prevede che entro il 2020 la depressione imporrà il secondo carico più grande sulla salute nel mondo tra tutti i disturbi e ancora non abbiamo tra le mani una cura definitiva e priva di effetti collaterali.

Cos’è la depressione e come si manifesta
La depressione patologica (o depressione maggiore) è un disturbo dell’umore: chi ne è affetto prova costante insoddisfazione, tristezza ed è impossibilitato a provare piacere nelle attività quotidiane. Queste persone vivono una condizione di frequente umore negativo, soffrono spesso di problemi di salute vari (reali o immaginari) e spesso sono demotivate, hanno scarso interesse per il prossimo e per trovare sollievo possono essere propensi all’abuso di sostanze stupefacenti o farmaci. Inoltre la depressione è uno dei principali fattori di rischio per il suicidio e l’autolesionismo. Statisticamente si può notare una maggiore diffusione della patologia nel sesso femminile, infatti la diagnosi di depressione maggiore compare nel 25% delle donne e nel 12% degli uomini.
A livello obiettivo la depressione è rilevabile come uno squilibrio neurochimico e viene solitamente trattata con farmaci come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) ed antipsicotici. Ci sono varie teorie sull’origine di questo squilibrio, perché alcuni medici lo vedono come la causa primaria della depressione mentre altri come una conseguenza dello stato depressivo, un sintomo.

Cos’è la serotonina, ormone del buonumore
La serotonina è un neurotrasmettitore che svolge numerose funzioni come la regolazione del ciclo sonno/veglia, dell’umore, del desiderio sessuale e dell’appetito. Viene chiamato anche l’ormone del buonumore perché sostanzialmente più serotonina abbiamo in circolo, maggiore sarà il nostro senso di appagamento.

CBD e depressione
Il CBD è stato molto studiato negli ultimi anni per le sue potenzialità di regolatore dell’umore per combattere stati ansiosi o depressivi. Ci sono molti studi che ne incoraggiano l’utilizzo per ritrovare equilibrio nei periodi in cui ci si sente destabilizzati. La sua azione si basa sulle sollecitazioni prodotte dall’interazione del CBD con il sistema endocannabinoide, una rete di recettori capace di influenzare l’umore, la percezione del dolore e le tensioni muscolari. Gli endocannabinoidi stimolano l’attività della serotonina, che come abbiamo visto è strettamente collegata alle disfunzioni umorali.
Secondo questa teoria il CBD è davvero un’alternativa efficace ai farmaci solitamente utilizzati per la cura della depressione, ma ci teniamo a sottolineare che l’azione del cannabidiolo è fortemente soggettiva e correlata alla ricettività del nostro sistema endocannabinoide. Questa potrebbe essere la motivazione che rende i trattamenti a base di CBD difficilmente standardizzabili in quanto a dosaggio ed efficacia. Sono moltissimi gli studi per la cura della depressione che vedono protagoniste terapie a base di CBD che, una volta validate e standardizzate, potrebbero diventare un’alternativa molto valida per combattere gli stati depressivi, soprattutto perché curarsi con i derivati della cannabis non comporterebbe i pesanti effetti collaterali dei farmaci antidepressivi attualmente in uso.

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Cannabis light, ottima alleata per il sesso. Ce ne parla Weedy Point

Scopriamo insieme a Weedy Point perché il CBD è un ottimo alleato per il sesso nella vostra vita

Avere una vita sessuale appagante, è noto, porta notevoli benefici, sotto tutti i punti vista, sia fisici che mentali.
Essere in sintonia con il proprio corpo e il proprio partner, rende le persone più felici e positive.
Nonostante questo, non è sempre facile essere soddisfatti di un rapporto sessuale, o di se stessi o dell’affinità con il proprio partner.
Spesso subentrano ansie, insicurezze che compromettono i momenti di sesso con il prorio compagno o la propria compagna.
Dagli ultimi studi condotti sul Cannabidiolo, possiamo dire che il CBD può diventare un ottimo alleato per la vostra vita sessuale, grazie alle sue proprietà rilassanti.

Gli effetti del CBD sul sesso in uno studio
Dai risultati di un sondaggio pubblicato sul portale “Remedy Review” emerge che il CBD è diventato un elemento fondamentale della vita sessuale degli intervistati, infatti più del 75% degli intervistati ha dichiarato di ritenere il sesso più intenso sotto l’effetto di questa molecola. Il 65% di loro ha visto ridursi di molto la propria ansia e aumentare la libido. 
La maggioranza degli uomini pensa di aver avuto una resistenza maggiore nel rapporto, grazie al CBD, mentre il 75% delle donne ha dichiarato di aver impiegato molto meno tempo del solito a raggiungere l’orgasmo.
Molte coppie che hanno partecipato a questa intervista pensano di aver migliorato la loro vita di coppia e la qualità dei loro rapporti sessuali dopo l’introduzione del CBD nella loro routine erotica. Nonostante questi risultati e i sempre maggiori riscontri positivi sul CBD, in Italia sono ancora molto pochi coloro che pensano di introdurre la cannabis light nella loro vita sessuale.

Il CBD per la donna
Per la donna, si sa, non è così semplice come per l’uomo raggiungere l’appagamento sessuale. Il corpo femminile è condizionato, molto più di quello maschile, dai fattori esterni: lo scontento per il proprio aspetto fisico oppure il nervosismo, l’insoddisfazione per la propria vita, un lavoro stressante.
Per arrivare all’orgasmo, la donna deve raggiungere un perfetto stato di rilassamento accompagnato da una forte eccitazione sessuale. Le coppie sperimentano vari espedienti per sollecitare la libido e lasciare le preoccupazioni quotidiane fuori dalla camera da letto.
Il CBD, per esempio, può essere integrato nel rapporto sessuale senza grandi sconvolgimenti, sotto forma di olio lubrificante oppure di capsule oppure come estratto sotto forma oleosa.
Le proprietà rilassanti del CBD consentono alla donna di raggiungere l’orgasmo più velocemente e con maggiore intensità. Oltre a far fronte a questo aspetto, il CBD è in grado di lenire le irritazioni e i bruciori che alcune donne percepiscono, con fastidio e disagio durante il rapporto, perché aiuta la distensione della muscolatura sessuale.

Il CBD per l’uomo
Uno dei principali problemi che assilla l’uomo, è l’ansia da prestazione. Come per la donna il CBD è utile per combattere l’ansia, così nell’uomo è un valido aiuto per raggiungere il rilassamento e la giusta concentrazione.
Il consumo di CBD aiuta a regolarizzare il rilascio di ormoni nell’organismo, permettendo una migliore resa sessuale, riducendo l’impotenza. Ovviamente non basta l’uso di questa molecola per combatterla: bisogna associarvi una dieta sana e una vita attiva.

Questo per farvi capire, anche ai più scettici, che il CBD non è una sostanza da demonizzare, ma al contrario che può aiutare a risolvere molti problemi anche seri che affliggono le vite di molti di noi! Soprattutto l’assunzione, a differenza delle droghe o dell’alcool, non crea alcuna dipendenza.

Per qualsiasi altra informazione, o per usufruire della consegna o spedizione potete mandare un semplice sms oppure chiamare al numero 3491513761, altrimenti puoi trovare Weedy Point in via Turati 101, a due passi dalla stazione di Porto d’Ascoli.

 

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Weedy Point: cannabis light efficace contro la dipendenza da cocaina

Sempre più demonizzata e catalogata fra sostanze pericolose, la pianta di cannabis può invece essere d’aiuto per combattere la dipendenza da altre sostanze. Weedy Point fornisce una spiegazione a riguardo.

La cannabis potrebbe essere un’arma efficace nel trattare la dipendenza da cocaina. E’ ciò che risulta da una meta-analisi di 14 studi scientifici precedenti, che avevano analizzato proprio le potenzialità della cannabis e dei suoi composti nel trattare la dipendenza negli animali.

In particolare la somministrazione di CBD sembra avere una moltitudine di effetti che attenuano i comportamenti che creano dipendenza. “Il CBD promuove la riduzione dell’autosomministrazione di cocaina”. Inoltre, interferisce nella cocaina inducendo la stimolazione della ricompensa cerebrale e il rilascio di dopamina”, afferma lo studio pubblicato sulla rivista Pharmacology Biochemistry and Behavior.

Il CBD come promettente terapia per la dipendenza da cocaina
Anche se non tutti gli studi in esame erano coerenti tra loro, e i ricercatori hanno sottolineato la necessità di esperimenti sull’uomo, hanno detto che la ricerca sugli animali ha generalmente indicato che il CBD può ridurre l’autosomministrazione e molti sintomi di dipendenza.

Per esempio, secondo uno studio del 2018, una dose giornaliera di 20 mg/kg di cannabidiolo ha portato a “una differenza significativa nel consumo di cocaina il decimo giorno dello studio e un consumo inferiore durante l’intera procedura rispetto al gruppo di controllo” dei topi.

Nel 2019, i ricercatori hanno anche riferito che “la somministrazione sistemica di CBD (20 mg/kg)” 30 minuti prima del test “ha ridotto significativamente l’autosomministrazione di basse dosi di cocaina”. L’effetto non si è però verificato con concentrazioni più basse di CBD. Un altro studio analizzato ha dimostrato che dosi di CBD di 10 e 20 mg/kg di CBD “hanno aumentato significativamente la soglia per l’autostimolazione, suggerendo una riduzione della ricompensa per la stimolazione cerebrale”, che è una delle principali componenti della dipendenza. Secondo un altro studio, anche i ratti con una storia di uso di cocaina che sono stati trattati con il composto della cannabis hanno mostrato meno ansia.

“Le prove descritte nella presente revisione sistematica indicano che il CBD è una promettente terapia aggiuntiva per il trattamento della dipendenza da cocaina, grazie al suo effetto sul consumo di cocaina, sulla ricompensa cerebrale, sull’ansia, sui ricordi contestuali correlati, sui neuroadattamenti e sulla protezione epatica, nonché sul suo effetto anticonvulsivo e sulla sicurezza”, hanno concluso gli autori.

I meccanismi con cui il CBD contrasta la dipendenza da cocaina, crack e metanfetamina
Un altro studio pubblicato nel 2019 su Molecules, ha analizzato invece i possibili meccanismi con i quali il CBD contrasta la dipendenza da cocaina, crack e metanfetamina. “Attualmente non esistono farmacoterapie approvate per la dipendenza da cocaina e altri psicostimolanti. Diversi studi hanno identificato il cannabidiolo (CBD) come un possibile trattamento promettente per i disturbi da uso di sostanze. Nel presente lavoro, gli autori descrivono le scarse ricerche precliniche e umane sulle azioni del CBD sugli effetti delle droghe stimolanti, principalmente cocaina e metanfetamine (METH). Inoltre, vengono esaminati i possibili meccanismi alla base del potenziale terapeutico del CBD sui disturbi da uso di stimolanti. Il CBD ha invertito la tossicità e le crisi indotte dalla cocaina, la sensibilizzazione comportamentale indotta dalle anfetamine, la motivazione all’autosomministrazione di cocaina e METH, la reintegrazione della cocaina indotta dal contesto e dallo stress e la reintegrazione dei comportamenti di ricerca di METH indotta dallo stress”.

Secondo i ricercatori “i potenziali meccanismi coinvolti negli effetti protettivi del CBD sulla dipendenza da psicostimolanti includono la prevenzione dei neuroadattamenti indotti dai farmaci (cambiamenti dei percorsi di segnalazione intracellulare e dei neurotrasmettitori), la cancellazione delle memorie aberranti, la reversione dei deficit cognitivi indotti dai farmaci psicostimolanti e l’attenuazione dei disturbi mentali comorbiti dall’abuso di psicostimolanti”.

 

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CBD cannabidiolo: che cos’è? Proprietà curative ed effetti spiegati da Weedy Point

Seconda sostanza più abbondante presente nella cannabis, il cannabidiolo (CBD) è un metabolita non psicotico: ha effetti rilassanti, antidistonici, anticonvulsivanti, antiossidanti, antinfiammatori, non crea alcuna assuefazione, ma vanta una vasta gamma di applicazioni terapeutiche validate dai risultati delle ricerche scientifiche.

Non a caso, negli ultimi anni, si è rinnovato sempre di più l’interesse della comunità scientifica per il potenziale terapeutico del CBD, che è oggi riconosciuto tra gli elementi principali della “Cannabis Terapeutica”, e che è già stato utilizzato in diversi studi per il trattamento di numerose patologie e disturbi della salute dell’organismo umano.

CBD Effetti: cos’è il cannabidiolo?
Introdotto quanto sopra, cerchiamo di approfondire passo dopo passo il tema di oggi, con una serie di paragrafi che – ne siamo certi – ti permetteranno non solamente di comprendere che cos’è il CBD Cannabidiolo, quanto anche quali siano le sue proprietà curative e i suoi effetti.

Per far ciò, iniziamo con il ricordare che la Cannabis sativa, o – genericamente – canapa, è una pianta appartenente alla famiglia delle Cannabaceae costituita da diverse sostanze cannabinoidi: il THC (tetraidrocannabinolo) e il CBD (cannabidiolo).

Il CBD è classificato dall’Unione Europea come prodotto alimentare ed è presente in piccole quantità in numerosi ceppi di marijuana. Tuttavia, in alcuni rari casi, il CBD può essere il cannabinoide dominante. A differenza del THC, il CBD è un cannabinoide molto stabile, non è sensibile all’ossidazione, non è psicoattivo e vanta molte proprietà medicinali. Agisce come antagonista competitivo del THC e ne limita la degradazione da parte del fegato, inibendo l’enzima citocromo P-450-3° e 2C e la competizione diretta con THC enzimi degradanti. Livelli di THC troppo elevati possono causare alcuni effetti collaterali come il disorientamento spazio – temporale, la perdita di memoria, la tachicardia, il nervosismo, l’ansia e la paranoia.

Per questo motivo, le persone con predisposizioni alla schizofrenia, al bipolarismo o all’ansia dovrebbero evitare di consumare le varietà di cannabis con alti livelli di THC, pur nella consapevolezza che questi effetti collaterali sono generalmente limitati dalla presenza di altri cannabinoidi come il CBN o il CBD.

Di contro, a differenza del THC, il cannabidiolo (CBD) è un cannabinoide non-psicoattivo, privo di effetti sul cervello ed è un efficace farmaco anticonvulsivante e analgesico.

Tra gli effetti CBD rileviamo come sia in grado di modulare l’azione del THC a livello cerebrale, prolungandone l’efficacia analgesica e limitandone gli effetti collaterali. L’intensità dei “cannabinoidi effetti” cannabis dipende principalmente dalla quantità di THC presente nella marijuana e dalla sua relazione con la quantità di CBD.

CBD: quali sono le proprietà curative più apprezzate?
A questo punto possiamo ulteriormente fare un passo in avanti nell’esplorazione del nostro tema, CBD effetti, per poter comprendere in che modo tali sostanze impattino sul nostro corpo in maniera percettibile.

Considerato ciò, non è certo errato affermare che il CBD agisce sul corpo principalmente mediante un potente effetto rilassante sui muscoli, avvertibile in misura chiara, inducendo uno stato di sedazione.

Il CBD agisce sul recettore CB1, CB2 e su altri recettori non cannabinoidi, come il 5-HT1A, amplificando il suo effetto ansiolitico. Ha lo stesso precursore metabolico del THC ed è il principale cannabinoide presente in varietà di cannabis con bassi livelli di THC.

Il CBD riduce fortemente alcuni degli effetti collaterali del THC, come la perdita di memoria, il nervosismo ed il disorientamento. Il cannabidiolo è un potente analgesico ed un antinfiammatorio, in grado di ridurre l’infiammazione.

Il CBD poseepropiedades è un potente antitumorale, antimetastatico ed è in grado di limitare la progressione di alcuni tumori (prostata, seno, colon, cervello …). È anche un potente ansiolitico e antidepressivo: riduce i sintomi dell’ansia e ha effetti rilassanti.

Ancora, segnaliamo come il cannabidiolo sia un antiemetico in grado di ridurre la nausea e il vomito, e sia un antipsicotico, aiuta a combattere la schizofrenia, i deliri e le allucinazioni. È efficace nel trattamento della sclerosi multipla (SEP) e della fibromialgia, è un potente miorilassante, aiuta a combattere l’insonnia, protegge dalla degenerazione cerebrale (morbo di Alzheimer e allevia l’artrite reumatoide.

Sull’organismo umano il CBD agisce come:

Antiepilettico: riduce convulsioni e convulsioni.
Antidiabetico: abbassa i livelli di zucchero nel sangue.
Antispasmodico: previene spasmi e convulsioni.
Anti-ischemico: riduce il rischio di arterie ostruite.
Antibatterico: rimuove alcuni batteri, limitandone il movimento e la riproduzione (batteriostatica), in modo più efficace del THC.
Ipotensivo: riduce la pressione sanguigna.
Anti-procinetico: rallenta le contrazioni dell’intestino tenue, aiuta a combattere la malattia di Crohn (ma aumenta l’abituazione a Remicade) e la malattia dell’intestino irritabile.
Antiossidante contro i radicali liberi (il CBD è più antiossidante delle vitamine C o E).
Inoltre, riduce la voglia di fumare tabacco, stimola la crescita ossea e combatte l’acne e la psoriasi.

CBD blocca le metastasi?
Prima di giungere allo stato conclusivo del nostro approfondimento su CBD effetti vogliamo apportare una piccola integrazione su un noto e interessante studio condotto nel 2007 dall’équipe del California Pacific Medical Center, che avrebbe validato la tesi secondo cui il cannabidiolo potrebbe essere in grado di bloccare il gene che provoca la diffusione delle metastasi del cancro al seno, ma anche di altre forme tumorali.

Effetti collaterali del CBD

Ma ci sono effetti collaterali del CBD o no? Rimandando a quanto affermato da un noto rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, “nell’uomo, il CBD non mostra effetti di potenziale dipendenza … Ad oggi, non vi sono prove di problemi relativi alla salute associati all’uso del CBD puro”.

 

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Weedy Point, la migliore selezione di cannabis light. Ecco cos’è il CBD e quali sono i suoi effetti benefici

Cos’è il CBD? Cannabidiolo 101

I suoi effetti e benefici, spiegati

Il cannabidiolo, o più comunemente chiamato CBD, è un composto che si trova sia nelle piante di cannabis che nelle piante di canapa. Più precisamente è chiamato cannabinoide. Altri cannabinoidi comuni sono il THC, il CBG e il CBN. Il THC, che è l’abbreviazione di tetraidrocannabinolo, e il cannabidiolo (CBD) sono i due più comuni e meglio conosciuti tra i cannabinoidi. Benché coesistano, questi due composti interagiscono con il corpo umano in modo unico e differente.

Il cannabidiolo è ottenuto dalla canapa
Cos’è il CBD? Benchè sia conosciuto come cannabinoide, ovvero un composto della cannabis, l’olio di CBD e altri prodotti legali sono derivati dalla canapa. Canapa e cannabis sono biologicamente correlate e appaiono piuttosto simili, ma la differenza principale sta nel fatto che la canapa non produce gli stessi effetti psicoattivi della cannabis.

Inoltre, mettendo da parte i più moderni benefici del CBD, la canapa è una pianta che venne usata per migliaia di anni dall’uomo che se ne servì come materia prima, fonte di cibo e medicinale.

Qual è lo status legale del CBD?
Secondo le normative della UE, l’agricoltura e la lavorazione di colture di canapa con un contenuto di THC inferiore allo 0,2% sarebbero legali in tutti gli Stati membri. L’UE, tuttavia, non obbliga gli stati a consentire la vendita di CBD. Di conseguenza, la disponibilità di cannabidiolo varia in Europa.

I benefici del CBD sono ad ampio raggio
Per la maggior parte delle persone, il beneficio dell’assunzione di CBD sta nella sua abilità di ripristinare un senso di equilibrio all’interno del corpo.

Il cannabidiolo interagisce con il corpo per sostenere il benessere generali. I prodotti CBD sono disponibili sotto forma di oli o topici e possono essere utilizzati in modi diversi a seconda delle esigenze. Il cannabidiolo non produce effetti psicoattivi. Diversamente dal THC, che produce effetti psicoattivi, il CBD interagisce con il corpo umano in un modo differente. In altre parole, il CBD è sicuro e si può assumere durante il giorno, al lavoro o prima di andare a letto senza preoccuparsi degli effetti psicoattivi.

Cos’è il CBD rispetto al THC?

CBD, THC e tutti gli altri cannabinoidi interagiscono con il corpo attraverso un importante sistema biologico noto come sistema endocannabinoide. In generale, il sistema endocannabinoide è responsabile del mantenimento dell’omeostasi all’interno del corpo, quindi del bilanciamento dei processi biologici in risposta agli elementi esterni.

La scoperta del sistema endocannabinoide
Rispetto al sistema riproduttivo, al sistema nervoso, a quello circolatorio e a tutti gli altri importanti sistemi del corpo umano, il sistema endocannabinoide è stato scoperto relativamente di recente. Benché sia un sistema piuttosto importante, al pari degli altri sistemi biologici, il sistema endocannabinoide fu scoperto solo nel 1992 a seguito di alcune ricerche sugli effetti della cannabis.

I tre componenti principali del sistema endocannabinoide

Come funziona esattamente il sistema endocannabinoide? È composto principalmente dai seguenti tre elementi:

1.Recettori cannabinoidi
Due tipi di recettori cannabinoidi, CB-1 e CB-2, sono presenti nel sistema nervoso periferico e centrale. Più precisamente troviamo questi recettori nel sistema immunitario, nei reni, nel fegato, nel cervello, nel sistema gastrointestinale etc.

2.Endocannabinoidi
Altrimenti noti come cannabinoidi, che il corpo umano produce naturalmente, gli endocannabinoidi influenzano il modo in cui il corpo sperimenta il dolore, la memoria, l’appetito, l’immunità, l’umore e altro. Essi esercitano la loro influenza all’interno del corpo umano vincolandosi ai recettori endocannabinoidi.

3.Enzimi
Una volta che un endocannabinoide ha giocato il suo ruolo nel mantenere l’omeostasi all’interno di una specifica parte del corpo umano, secondo la ricerca pubblicata nel Pharmacological Review, un enzima di acido grasso lo degraderà.

In che modo il CBD influisce sul sistema endocannabinoide

Il corpo umano contiene già i recettori ai quali i cannabinoidi possono legarsi. Ma rispetto agli endocannabinoidi presenti naturalmente nel corpo, i cannabinoidi spesso mantengono la propria funzione per periodi di tempo più lunghi. Alcuni esperti ritengono che il CBD produca i suoi effetti stimolando il sistema endocannabinoide piuttosto che producendo questi effetti lui stesso.

Weedy Point è l’unico shop in zona ad avere una vasta scelta di prodotti selezionati costantemente per avere sempre la migliore selezione di cannabis per voi.

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CBD: cos’è e quali effetti benefici ha sulla salute? Risponde Weedy Point

CBD è l’acronimo di Cannabidiolo. Una componente della pianta di cannabis priva dei tipici effetti stupefacenti comunemente associati a questa pianta, dovuti da altri cannabinoidi come il tetraidrocannabinolo (THC). Per questo motivo il CBD viene venduto ed usato legalmente in moltissimi paesi.

Il CBD estratto dalle piante di canapa è legalmente usato in molti stati poiché le ricerche hanno dimostrato i sui effetti positivi sulla salute. L’estrazione avviene da piante con una bassa concentrazione di THC ed altre sostanze psicotrope, garantendo così l’assenza di qualsiasi effetto stupefacente.

Anziché THC, queste piante di canapa hanno un alto contenuto di cannabinoidi “buoni”, ovvero cannabinoidi che hanno un effetto altamente positivo sulla salute ed il funzionamento corretto del nostro organismo. Studi2 hanno confermato che il CBD ha la capacità di curare ed alleviare svariati tipi di disturbi e malattie inclusa la depressione.

Cos’è la depressione?
La depressione è una malattia mentale grave e comune che influisce negativamente sui sentimenti, pensieri ed azioni degli individui colpiti. Si può essere predisposti allo sviluppo di questo disturbo, o può risultare in seguito ad un trauma o anche un lutto. Indipendentemente dalle cause, i sintomi sono fondamentalmente gli stessi, compresa la perdita di piacere o interesse per le attività, il sentirsi tristi, il cambiamento di appetito, la perdita di energia, i problemi di sonno, la sensazione di inettitudine e la difficoltà nel prendere decisioni, concentrarsi o pensare. Fortunatamente, la depressione è trattabile.

La maggior parte degli scienziati concorda sul fatto che la depressione è causata dalla riduzione del livello dei neurotrasmettitori, come la dopamina e la serotonina, nel nostro cervello. Questo squilibrio influisce negativamente sulla maggior parte delle normali attività quotidiane come fare attività, nutrirsi e perfino provare emozioni.

Come funziona il CBD contro la depressione?
In alcuni studi4 condotti da ricercatori tedeschi, è stato osservato come i prodotti chimici attivi nel CBD aumentano la trasmissione dei recettori della serotonina nel nostro cervello, compresi i recettori 5-HT1A. Riducendo l’assorbimento della serotonina, il cervello comunica segnali positivi per aiutare ad alleviare i sintomi della depressione.

Inoltre, alcuni studi clinici dimostrano che il CBD può stimolare la crescita dell’ippocampo, innescando così la creazione di nuovi neuroni. Questa condizione, nota anche come neurogenesi, può essere un metodo efficace per ridurre i sintomi di ansia e depressione.

Quali benefici si ottengono dal consumo di CBD per la depressione?
+
Aumento dei livelli di serotonina
+
Sonno ristoratore
+
Anti-infiammatorio
Effetti collaterali
Sebbene il CBD sia generalmente considerato sicuro, alcune persone presentano qualche effetto collaterale minore tra cui nausea, diarrea, sonnolenza, cambiamento dell’appetito, e secchezza delle fauci. Tutte queste conseguenze sono rare e facilmente reversibili, inoltre sono insignificanti se comparate con i possibili effetti collaterali dei farmaci generalmente prescritti contro la depressione.

Come usare il CBD per trattare la depressione
Ogni individuo reagisce in modo differente al consumo di CBD. Il dosaggio raccomandato per ciascun prodotto e per ciascuna persona potrebbe variare di molto, creando confusione. Il dosaggio varia anche a seconda della concentrazione di CBD nell’olio. In media 25 mg di CBD al giorno risultano efficaci per la maggior parte della gente. Per sintomi particolarmente ostinati, il dosaggio può essere gradualmente aumentato di settimana in settimana, fino ad ottenere dei risultati. È importante monitorare e tenere sotto controllo la posologia in ogni momento per garantire l’efficacia del prodotto. Per avere maggiori dettagli consultate il nostro articolo sul dosaggio e posologia del CBD.

Poiché la depressione può influenzare le abitudini alimentari, si può prendere in considerazione la possibilità di miscelare i prodotti CBD con il cibo. Tuttavia, il metodo più utilizzato è quello per via sublinguale, lasciandolo in posizione per 1 minuto. Ovviamente, il dosaggio è il fattore decisivo per mantenere efficace ed equilibrato un trattamento a base di CBD per la depressione.

Storie di successo
Emma*, una ragazza di 13 anni, ha sofferto di ansia e depressione nel 2015. Un anno dopo, il suo consulente le suggerì di rivolgersi a uno psichiatra o un dottore anziché assumere farmaci a causa della gravità della sua situazione. Dopo aver assunto antidepressivi per alcune settimane, la situazione si era aggravata. Quando sua mamma la portò in ospedale, fu ricoverata in un reparto psichiatrico per due settimane e iniziò con l’assunzione di un altro antidepressivo. Quando tornò a casa, Emma* iniziò ad agire in modo estremamente apatico e non interagì con nessuno.

Dopo aver letto un articolo sull’olio di CBD per il trattamento della depressione, sua madre parlò con alcuni medici e decise di sostituire gli antidepressivi con l’olio di CBD. Dopo solo una settimana, la differenza fu sorprendente. Emma* riconquistò gioia e felicità nella sua vita quotidiana. Riprese a vedersi con gli amici, ridere e scherzare con i fratelli, ed essere sé stessa. Sei mesi dopo interruppe le sue sessioni di consulenza che si tenevano ogni due settimane. L’olio di CBD le ha ridato la vita per poter vivere felice ed al meglio con la sua famiglia.

Cosa dice la ricerca sulla relazione tra CBD e depressione?
Studi di laboratorio
Uno studio condotto dall’università di Chicago nel 2012 ha approvato la cannabis medica ed il CBD come trattamenti contro la depressione. Inoltre hanno concluso che l’olio di CBD può aumentare le capacità cognitive di pazienti che soffrono di un disordine bipolare.

I ricercatori hanno anche sostenuto che iniettare olio di CBD nei ratti stimola l’area dell’ippocampo, creando così nuovi neuroni nel cervello. QUesto è uno dei modi più efficaci di alleviare i sintomi comuni della depressione.

Test clinici
Basandosi su svariati studi clinici, è stato dimostrato che il trattamento a base di CBD per la depressione non presenta rischi ed effetti collaterali sulla condizione psichica dei pazienti.

Uno dei più prestigiosi ricercatori, dottor Samir Dahmane dell’Istituto di Ricerca del Maine, sostiene che l’olio di CBD aiuta a calmare lo stato di depressione stabilizzando l’umore grazie all’attivazione delle aree limbiche e paralimbiche del cervello dei pazienti.

 

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Soffri d’insonnia? La cannabis light è utile contro i disturbi del sonno. Ce ne parla Weedy Point

Non tutti hanno la fortuna di dormire sonni bilanciati e profondi. Il lavoro, le nuove tecnologie e molti altri fattori stressanti possono agire negativamente sul nostro corpo e mente. Dopo una lunga giornata di attività frenetiche, conciliare il sonno può risultare estremamente difficile. Fortunatamente, da oggi le persone affette da problemi di sonno irregolare o da qualsiasi altro disturbo ad esso legato, come l’insonnia, possono fare affidamento al CBD.
Un efficace rimedio per dormire sonni più riposanti.

Sul mercato si possono trovare diversi prodotti per il sonno, ma quasi tutti contengono composti chimici che possono provocare effetti collaterali, influenzando le nostre normali attività. È per questo che stanno diventando sempre più popolari gli integratori naturali. Grazie al cannabidiolo, le persone bisognose di bilanciare il proprio ciclo del sonno, inquieto ed irregolare, possono oggi ottenere importanti benefici, recuperando ore di riposo che sembravano ormai perse.

CBD e sonno
Il CBD è un particolare cannabinoide con la capacità di regolare il ciclo sonno-veglia. Secondo diversi studi, il CBD può indurre un sonno più profondo e rilassante.

A differenza di altri prodotti venduti sul mercato, il CBD non agisce di per sé come un vero e proprio sedativo. Anzi, il CBD ha anche la capacità di migliorare la fase di veglia nelle ore diurne. Questa complessa interazione è in parte dovuta al nostro sistema cannabinoide endogeno.

Responsabile della mediazione di diversi processi del nostro corpo, il sistema endocannabinoide è composto da recettori distribuiti in cervello, pelle ed altri tessuti che, legandosi con i cannabinoidi endogeni, innescano determinate reazioni. Secondo la ricerca, il CBD può essere benefico per la sonnolenza, uno stato di torpore psicofisico causato da un sonno disturbato che può complicare le normali attività diurne. Ciò non significa che dopo pochi istanti dall’assunzione il CBD vi faccia addormentare. La sua azione è comunque sufficiente per migliorare il ciclo di sonno-veglia, rendendo più svegli di giorno e più rilassati la notte, per conciliare sonni più profondi.

Quali sono le cause di un sonno disturbato?
L’ansia è la causa principale dei nostri disturbi del sonno e può degenerare in problemi ancora più gravi come l’insonnia. Il CBD offre importanti benefici sia per il corpo che per la mente. Secondo la ricerca, offre proprietà ansiolitiche ed antidepressive.

Un altro fattore che può influire negativamente sul sonno è il cosiddetto “jet lag”, o mal di fuso, una risposta del nostro organismo ai viaggi lunghi che attraversano più fusi orari. Il jet lag può alterare il nostro ritmo circadiano, facendoci sentire assonnati nelle ore di attività diurna. Dal momento che il sistema endocannabinoide è il diretto responsabile della regolazione omeostatica nel nostro organismo, il CBD ha la capacità di alleviare alcuni degli effetti più sgradevoli legati a questi problemi temporanei di sonno.

Ovviamente, non possiamo dimenticare che anche la tecnologia può agire negativamente sulla qualità del nostro sonno. Oggi, sempre più persone usano telefonini, computer ed altri dispositivi elettronici fino agli ultimi istanti prima di andare a dormire. Purtroppo, la luce stimolante emessa da questi dispositivi altera i normali equilibri del nostro organismo.

La luce blu agisce negativamente sul nostro ciclo di sonno-veglia, in quanto altera la produzione di melatonina, ostacolando la fase di addormentamento. Per ottimizzare gli effetti dell’olio di CBD, vi consigliamo di prendere la sana abitudine di ridurre l’esposizione alla luce blu nelle ore notturne, per poter così conciliare sonni lunghi e profondi.

Durante il ciclo di sonno Rem, siamo più suscettibili ai sogni e ai risvegli inaspettati. Rem sta per Rapid Eye Movement, il movimento rapido degli occhi a cui siamo soggetti quando il corpo è “paradossalmente” paralizzato ed il nostro cervello attivo. Il CBD ha dimostrato di ridurre il ciclo di sonno REM, grazie alla sua capacità di alleviare l’ansia.

Secondo uno studio del 2012 condotto su ratti, il CBD contribuirebbe a migliorare la qualità del sonno di chi è affetto da disturbo da stress post-traumatico. La ricerca ha scoperto che il CBD può ridurre il sonno fisiologico non-REM ed il sonno REM indotto dall’ansia. Ciò significa che il CBD potrebbe avere diverse applicazioni negli studi scientifici sul sonno, agendo efficacemente su ansia e depressione.

Gli integratori per il sonno contenenti CBD stanno riscontrando un enorme successo tra i consumatori. Sempre più persone sperimentano gli importanti benefici del cannabidiolo, un composto naturale efficace su corpo e mente. Quando i tradizionali sonniferi farmaceutici non danno più i risultati desiderati, molte persone si interessano all’olio di CBD. Il cannabidiolo è una sostanza psico-inattiva, ovvero non sballa e non provoca ansia o attacchi di paranoia. Finora, non sono stati ancora riscontrati effetti collaterali per l’uso di CBD, un cannabinoide assolutamente sicuro e naturale.

CBD e melatonina: insieme per migliorare il sonno
In sostanza, ciò che rende veramente speciale il CBD quando si tratta di sonno sono le sue funzioni sinergiche. Il CBD è infatti un efficace mediatore di altri composti ed aiuta a migliorare l’efficacia degli altri cannabinoidi. Quando viene usato in combinazione con la melatonina, il CBD e gli altri cannabinoidi non solo stimolano un sonno più strutturato, ma riducono anche il periodo di latenza del sonno, aiutandovi a non svegliarvi durante la notte. Il CBD è efficace già da solo, ma quando viene usato insieme alla melatonina offre proprietà ancora più sorprendenti.

Il liquido liposomiale Meladol della Cibdol è composto da un’innovativa formula con CBD e melatonina. Il Meladol sfrutta i meccanismi di trasporto dei liposomi, grazie ai quali i principi attivi possono muoversi all’interno del nostro corpo fino a raggiungere i tessuti designati in concentrazioni più elevate. Il Meladol è un’alternativa naturale per migliorare la qualità del sonno, senza dover sottostare agli effetti collaterali dei tradizionali sonniferi da prescrizione.

Prodotta nella ghiandola pineale, la melatonina è un ormone endogeno. Anche gli esseri umani producono melatonina, ma grazie ad alcuni specifici integratori alimentari possiamo aumentare le sue concentrazioni quando abbiamo difficoltà a dormire. Insieme al CBD, la melatonina ha la capacità di conciliare il sonno più velocemente e far dormire più a lungo.

 

Detto ciò, sperando che abbiate gradito queste informazioni, visto il periodo colmo di pensieri e paranoie, create dal momento che viviamo, Weedy Point vi ricorda  che lo shop è in via Turati 101 a Porto D’Ascoli. Per qualsiasi informazione: 3491513761.

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